6.9.17

PRIMA C'ERA COME FARE L'AMORE. OGGI C'E' WHATSAPP e Il FARE BENCHING

Prima c'era come fare l'amore.
Oggi c'è WhatsApp.

Io sono cresciuta con maschi che volevano il tutto e subito, o perlomeno tentavano ad averlo. Provavano a conquistarti  con frasi ad effetto, che pensandoci oggi sarebbe stato meglio fuggire, ma in fonfo era semplice, istintivo.
Erano altri tempi.
Poi, qualcosa si è perso.
Non so bene cosa.



Siamo più indipendenti, più presi dall'apparire che dall'essere, parliamo di sesso molto prima, abbiamo superato Tabù e vergogne ataviche, ma, siamo ancora più bisognosi dell'altro, di qualcuno che si prenda cura di noi, per condividere-un giorno-un-mese o tutta la vita. 
E' un desiderio profondo, 
che poi tanto desiderio non è, ci serve.



E quindi?

Provengo da quella generazione dove alle medie il mi piaci-ti piaccio te lo mandavano a dire, poi il liceo più diretti, senza troppi giri di parola, non importava il due di picche, o forse sì, ma era un rischio: il rischio faceva parte del gioco.

PRIMA SECONDO ME ERAVAMO PIU' LIBERI.
Oggi, il c'eravamo tanto amati con lo scambio-interattivo-di-foto-fammelo-vedere-dai-facciamo-qualcosa, ma-comunque-aspetta-non-lo-so, o silenzio.

Nascosti dietro uno schermo, perchè fa comodo, meno rischioso, si sceglie di idealizzare piuttosto che andare al dunque e concretizzare. 

Gestiti da i puntini di sospensione, le doppie punte blu, 
il rimanere online senza scriverti, e poi lo aspetti come sospesa, ma non si capisce se con o senza obbligo di frequenza.

Eccolo l'uomo della messaggisitica, o colui che pratica il benching (far stare sul filo del rasoio) quello che scrive-silenzio-recupera, ma non si espone più di tanto lascia fare o non fare proprio.
In pratica flirta, gioca, ma non investe, (alcune volte neppure in un incontro reale).

Investire implica fare uno sforzo, uscire dal proprio schema, essere visibili e quindi responsabili, non solo di un io ma anche di un noi.
Perchè va di moda?
Forse è più paraculo pensare, "arriverà qualcuno di meglio", ma nel frattempo non facciamo mai una mossa, per poi arrivare un giorno e dirsi, "meglio così che affrontare un cambiamento", e finire a bastarsi a se stessi.

Prima eravamo più liberi.
Oggi, più opachi, con dei grossi punti interrogativi sulla testa e dentro, fin giù dentro le emozioni, schiavi della paura di rischiare e non godere scelleratamente di quella cosa gratuita che sono le emozioni.  






1 commento :

  1. Ohi ohi finalmente qualcuno che dice la verità della realtà triste vedere addirittura che non ci si incrocia per strada neanche più con uno sguardo o un lieve sorriso ma illuminati dalla luce dello schermo dello smartphone che tristezza !!!!!!!!

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